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Azioni intraprese in risposta a episodi di corruzione

Nel 2007:

  • non si sono conclusi casi di contenzioso in materia di corruzione;
  • non vi sono state sanzioni disciplinari motivate da episodi di corruzione;
  • non vi sono state segnalazioni accertate di violazione del Codice EticoÈ spesso definito “Carta istituzionale dell’impresa”, in quanto rappresenta il fondamento della sua cultura e rende esplicito l’insieme dei diritti e doveri e le aree di responsabilità che l’impresa si impegna a rispettare nei confronti dei suoi stakeholder; è un documento ufficiale, sottoscritto dal CdA, che richiede il rispetto di tutti i collaboratori. in materia di corruzione.


Non risulta, al 31.12.2007, contenzioso pendente in materia di corruzione.

In Italia, il controllo del rischio di corruzione si è irrobustito nella prima parte del 2007 con l'istituzione di una
nuova Direzione Sicurezza aziendale, che ha tra l'altro il compito di esercitare un presidio continuo sui processi a rischio corruzione e cui spetta un compito di sorveglianza su tali aspetti. La Direzione comprende una apposita Unità Fraud management.

Dal 2008, inoltre, le attività di audit effettuate in Brasile sono supportate da un auditor interno a Terna Participações che si occupa del continuo monitoraggioInsieme di azioni per individuare l'attuale stato di funzionamento di un sistema elettrico.Numero medio di disalimentazioni per utente di rete (N)Il numero medio di disalimentazioni per utente della rete direttamente connesso alla RTNè definito dalla seguente formula: Numero medio di disalimentazioni per utente= Dove la sommatoria è estesa a tutte le disalimentazioni accadute nel periodo e/o nell’anno solare e nell’area, e dove: • Ui è il numero di utenti coinvolti nella i-esima disalimentazione considerata • Utot è il numero totale degli utenti direttamente connessi alla RTN durante l’anno solare. Ui Utot n i=1 dei piani di intervento connessi con azioni di audit, anche in riferimento agli adeguamenti del Modello 231Il Modello 231 prende il nome dal Decreto Legislativo 231 del 2001, che impone una responsabilità alle imprese per alcuni reati commessi da amministratori, dipendenti o collaboratori nell’interesse o a vantaggio delle imprese stesse. Il Modello è un insieme di linee guida, procedure, impegni formativi e meccanismi di controllo orientati alla prevenzione del rischio di commissione di particolari reati (per es., reati di corruzione di pubblici amministratori, reati societari, reati contro la personalità individuale, reati di market abuse). Di fatto, si configura come un sistema integrato di prevenzione di specifici rischi; se articolato secondo le indicazioni della legge, tale sistema (“Modello 231”) può anche evitare all’azienda sanzioni – o ridurne l’entità – nel caso in cui vengano comunque commessi i reati previsti. e del Sistema di gestione per la qualità ISO 9001.

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