EN-12

Descrizione dei maggiori impatti di attività, prodotti e servizi sulla biodiversità di aree protette o aree a elevata biodiversità esterne alle aree protette

In Italia, gli impianti di Terna sono presenti in modo diffuso su tutto il territorio nazionale con una rete la cui estensione è di quasi 40.000 km. La relazione della rete con l’ambiente naturale circostante e il suo impatto sulla biodiversità assume diverse caratterizzazioni nella fase di costruzione di nuove linee e in quella di esercizioUtilizzazione metodica degli impianti di potenza e accessori secondo procedure codificate in attuazionedelle determinazioni della gestione della Rete. Dell’esercizio fanno parte: • la conduzione degli impianti per l’attuazione delle manovre ordinate da Terna e delle consegne autonome; • il pronto intervento a seguito di guasto o anomalia; • le manovre per la messa fuori servizio e in sicurezza degli impianti; • il monitoraggiodello stato degli impianti; • le ispezioni sugli impianti. di linee esistenti. Nella fase di costruzione di nuove linee, l’impatto sulla biodiversità è legato alle attività di cantiere: apertura di passaggi per arrivare a erigere i tralicci, escavazione del suolo, rimozione di materiali residui. L’intervento di realizzazione di nuove linee e stazioni impone particolare attenzione se avviene in prossimità o all’interno di aree protette.

Una volta costruita la linea, la relazione con la biodiversità è duplice. Da un lato, il tracciato della linea può costituire un fattore di accrescimento della biodiversità e di protezione di alcune specie. Per esempio, quando le linee attraversano vaste zone aperte o estese aree con monoculture cerealicole, i tralicci e le loro basi costituiscono “isole” di concentrazione della biodiversità. Le basi dei tralicci, soprattutto quelli più grandi che sostengono linee ad alta tensione, sono le uniche zone risparmiate dall’agricoltura intensiva e sottratte all’attività di lavorazione e trasformazione del terreno. Sono le zone in cui fioriscono erbe spontanee e rovi in cui i roditori selvatici trovano rifugio perché i loro sistemi di tane non sono distrutti periodicamente dalle attività di aratura. Sono anche quelle intorno a cui i predatori dei roditori – gli uccelli rapaci – si concentrano. Gli uccelli, e in particolare i rapaci, utilizzano infatti comunemente le linee elettriche e i tralicci sia come punti di osservazione del territorio sia come strutture per la nidificazione.

Dall’altro lato, la presenza delle linee ha effetti potenzialmente negativi sulla biodiversità, che riguardano in particolare gli uccelli. Mentre il rischio di elettrocuzioneFenomeno conosciuto come“scossa” elettrica, provocato dal contatto tra un corpo e una corrente elettrica. Può provocare effetti nocivi e/o letali sull’organismo a seconda dell’intensità della corrente e del tempo di esposizione. non dovrebbe interessare gli impianti di Terna, in quanto è legato allo spazio ridotto tra i conduttori che caratterizza le linee a bassa e media tensioneTensione nominale di valore superiore a 1 kV e inferiore o uguale a 35 kV.1 e che può determinare la folgorazione degli uccelli – soprattutto se grandi – che ne attraversano il percorso, le linee ad alta tensione possono essere pericolose in particolare per il rischio di collisione. L’effettivo verificarsi delle collisioni dipende dalla densità della fauna avicola e dalla frequenzaRappresenta il numero di oscillazioni per secondo, in cui il valore di una grandezza alternata, per esempiola tensione, varia dalla polarità positiva alla polarità negativa. Si misura in Hertz (Hz). dei transiti in volo in prossimità delle linee. I fattori rilevanti in tal senso sono le rotte degli uccelli migratori – particolarmente importanti in Italia che è un Paese “ponte” dall’Europa verso l’Africa – la dislocazione delle zone umide sul territorio, la presenza di aree protette, riserve, parchi. In ogni caso, si può escludere che la presenza degli impianti di Terna possa minacciare la sopravvivenza di specie protette; una verifica puntuale è attualmente in corso con riferimento alle specie minacciate riportate nella lista rossa dell’International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN). In Brasile, il monitoraggioInsieme di azioni per individuare l'attuale stato di funzionamento di un sistema elettrico.Numero medio di disalimentazioni per utente di rete (N)Il numero medio di disalimentazioni per utente della rete direttamente connesso alla RTNè definito dalla seguente formula: Numero medio di disalimentazioni per utente= Dove la sommatoria è estesa a tutte le disalimentazioni accadute nel periodo e/o nell’anno solare e nell’area, e dove: • Ui è il numero di utenti coinvolti nella i-esima disalimentazione considerata • Utot è il numero totale degli utenti direttamente connessi alla RTN durante l’anno solare. Ui Utot n i=1 dell’impatto sulla biodiversità e sulle aree protette è condotto congiuntamente con gli organi federali di IBAMA (Istituto Brasileiro do Medio Ambiente e dos Recursos Naturais Renovaveis) e di FUNAI (Fundaçao Nacional do Indio). Quest’ultimo organismo controlla e verifica la manutenzioneOperazioni e interventi finalizzati al mantenimento o al ripristino dell’efficienza e del buon funzionamento degli impianti elettrici, tenuto conto dell’eventuale decadimento delle prestazioni. e lo stato delle strade di accesso agli impianti (sottostazioni e linee) che si trovano in particolari aree protette e ad alto impatto ambientale.

1In Italia, data l’apertura alare delle specie avicole, le linee ad alta tensione non sono di norma reputate fonte di rischio di elettrocuzione, che è invece identificata come la più importante causa di mortalità per incidente degli uccelli sulle linee a bassa e media tensione. Lo studio scientifico di riferimento rimane quello di V. Penteriani, “L’impatto delle linee elettriche sull’avifauna”, WWF Italia, Serie Scientifica n.4, 1998.
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