La concertazione con il territorio

La realizzazione di nuove linee risponde a esigenze tecniche del sistema elettrico – quali la risoluzione di congestioni e l’eliminazione di rischi di sovraccarico – e all’incremento del consumo di energia che accompagna la crescita economica di specifiche aree o dell’intero Paese. Lo sviluppo della rete è pertanto funzionale a interessi generali della società; per converso, l’impatto ambientale connesso alla concreta realizzazione di nuovi elettrodotti – legato soprattutto ad aspetti di impatto visivo e paesaggistico – è invece concentrato sul territorio interessato dal tracciato della linea. La densità abitativa di molte parti dell’Italia e il valore artistico-culturale e paesaggistico di molte altre aumenta la complessità della pianificazione e le difficoltà realizzative.

È nel dialogo con le istituzioni locali che Terna concretamente ricerca soluzioni che consentano di preservare la ricchezza e la potenzialità del patrimonio ambientale e culturale del territorio nel quale si collocano le esigenze di sviluppo del sistema di trasmissione dell’energia elettrica.

A partire dal 2002, Terna ha aperto uno scenario del tutto nuovo nella realizzazione delle infrastrutture in Italia. Nella prassi fino ad allora comunemente seguita, il confronto con il territorio si apriva solo all’avvio della fase autorizzativa, nella quale la progettazione dell’infrastruttura era già a livello esecutivo. Anche la considerazione delle interferenze con l’ambiente naturale interveniva in quella fase, attraverso l’esecuzione di Valutazioni d’Impatto Ambientale (VIA). Questo approccio portava a una forte opposizione da parte delle istituzioni locali coinvolte e delle relative popolazioni, con il risultato di richiedere spesso la modifica del progetto originario e di allungare i tempi, se non, in alcuni casi, di rendere impossibile l’identificazione di una soluzione praticabile.

La scelta di Terna è stata di anticipare il confronto con il territorio alla fase di pianificazione strategica degli interventi – costruzione di nuove linee e stazioni – compresi nel proprio Piano di Sviluppo. La metodologia utilizzata prevede il confronto preventivo con le istituzioni e le Amministrazioni pubbliche a vari livelli (Regioni, Province, Comuni), basato sulla condivisione di criteri di caratterizzazione del territorio, e finalizzato alla localizzazione ottimale delle nuove installazioni. In sostanza, l’approccio di Terna ha comportato l’applicazione volontaria di elementi tipici della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), allora oggetto di una Direttiva della CE (Direttiva 42/2001/CE) che sarebbe stata recepita nell’ordinamento italiano solo molti anni dopo.

La scelta di ispirarsi alla metodologia VAS per costruire un processo di pianificazione trasparente, documentato, ripercorribile e partecipato, è stata integrata dalla sottoscrizione con Regioni ed Enti locali di Protocolli di Intesa e Accordi di Programma, per fissare via via in modo formale i progressi dei reciproci impegni. Dal 2002 Terna ha raggiunto intese sulla applicazione sperimentale della VAS con un numero crescente di Regioni (a oggi 13 includendo la Provincia Autonoma di Trento).

REGIONI CON ACCORDI VAS

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La sperimentazione operata da Terna della procedura VAS ha subíto nel corso degli anni delle importanti evoluzioni, scaturite da un’articolata e proficua collaborazione tra le parti.

Il modello metodologico per l’applicazione della procedura VAS allo sviluppo della RTN si sta definendo con riferimento a diversi livelli di confronto:

  • a livello strategico, una volta individuate le esigenze elettriche di sviluppo della rete di trasmissione, vengono definite le alternative possibili di interventi che si intende pianificare a livello nazionale, regionale e provinciale;
  • a livello strutturale, dopo aver definito l’alternativa strategica per l’opera da realizzare, è possibile ipotizzare corridoi (porzioni di territorio), in ambito regionale e provinciale, adatti a ospitare le opere programmate;
  • a livello attuativo, all’interno del corridoio individuato, vengono definite nel dettaglio le soluzioni alternative per gli impianti in progetto, come le fasce di fattibilità del tracciato che dovrà ospitare i nuovi elettrodotti e raccordi o nuove stazioni, e le scelte di tipo realizzativo, come per esempio l’individuazione dei sostegni elettrici preferibili, l’utilizzo di soluzioni in cavo.

Nell’ambito della sperimentazione della VAS portata avanti da Terna, uno degli strumenti più efficaci di supporto alle decisioni condivise, nonché di analisi del territorio per selezionare le alternative meno impattanti, è rappresentata dai criteri ERPA.

Il territorio da studiare può essere caratterizzato in base a criteri che ne esprimono la maggiore o minore attitudine a ospitare i vari interventi. Terna e le Regioni concordano un sistema di criteri basato su quattro classi:

  • esclusione: aree nelle quali ogni realizzazione è preclusa;
  • repulsione: aree che è preferibile non siano interessate da interventi, se non in assenza di alternative o in presenza di sole alternative a minore compatibilità ambientale, comunque nel rispetto del quadro prescrittivo concordato;
  • problematicità: aree in cui il passaggio è problematico per un’oggettiva motivazione, documentata dagli Enti coinvolti e che richiedono pertanto un’ulteriore analisi territoriale. Tale analisi stabilisce se il livello di criticità sia superabile, previo rispetto di un quadro prescrittivo concordato con gli Enti, o se sia necessario individuare altre alternative. A differenza degli altri criteri, questo si caratterizza per la necessità di approfondimenti e per l’assenza di un meccanismo automatico di valutazione a priori;
  • attrazione: aree da privilegiare quando possibile, previa verifica della capacità di carico del territorio.

Ogni classe dei criteri ERPA prevede più categorie. Attualmente, il criterio di Esclusione comprende le aree riconosciute dalla normativa come aree a esclusione assoluta, quali aeroporti e zone militari (E1), e aree non direttamente escluse dalla normativa, che vengono vincolate tramite accordi di merito concordati a priori tra Terna e gli Enti coinvolti (E2). Per esempio, ricadono in questa categoria le aree di urbanizzato continuo, per le quali, alla luce della legge 36/2001 che introduce il concetto di fascia di rispetto per la tutela della popolazione dagli effetti dei campi elettromagnetici, si è condivisa la scelta di adottare un criterio di massima salvaguardia.

Il criterio di Repulsione comprende: aree che possono essere prese in considerazione solo in assenza di alternative (R1), aree naturali interessate da vincolo di protezione di livello regionale, rispetto alle quali si stabiliscono accordi di merito (R2), e aree da prendere in considerazione solo se non esistono alternative a maggior compatibilità ambientale (R3).

Il criterio di Attrazione comprende: aree a buona compatibilità paesaggistica (A1) e aree già compromesse dal punto di vista ambientale, più adatte alla realizzazione dell’opera, quali corridoi infrastrutturali ed energetici, nel rispetto, però, della capacità di carico del territorio (A2).

Highlight: La VAS nell'ordinamento italiano

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