Opposizione alla realizzazione di nuove linee

I progetti di realizzazione di nuove infrastrutture comportano spesso opposizioni riconducibili alla sindrome Nimby (not in my backyard). In questi casi l’attitudine di Terna è quella della disponibilità a studiare e trovare soluzioni, anche tecnicamente più complesse di quelle originariamente definite, purché compatibili con le esigenze di sicurezza, efficienza ed economicità del servizio elettrico. La ricerca di soluzioni condivise implica difficili mediazioni e tempi lunghi. Gli esiti sono normalmente positivi, ma durante il percorso possono persistere opposizioni locali che ricevono l’attenzione dei media. Tra queste, nel corso del 2007 e dei primi mesi del 2008 si segnalano i casi di seguito indicati.

  • Caso Isola d’Elba. In relazione al progetto Terna di raddoppio del collegamento via cavo tra l’isola e il continente e della linea di trasmissione ad alta tensione all’interno dell’isola, Enel aveva presentato un proprio progetto di realizzazione di una linea a media tensione, ricevendo la Valutazione d’Impatto Ambientale dalla Regione Toscana. Nel 2007 sono stati costituiti tre comitati di cittadini che si opponevano al progetto presentato da Enel; Terna veniva investita, sia pur in seconda battuta, dalle proteste per via del legame tecnico tra i due progetti. La soluzione successivamente proposta da Terna di realizzare il secondo cavo sottomarino di collegamento dell’isola al continente con diverso approdo ha permesso che non fosse realizzata nessuna linea da parte di Enel. La fase di concertazione si è conclusa positivamente nel corso del 2008 con un Protocollo di Intesa firmato con tutti gli enti locali coinvolti e con l’Ente Parco Regionale dell’Arcipelago Toscano con ampio riscontro da parte della stampa locale sulla bontà dell’intervento di Terna.
  • Caso Veveri (Novara). Nel 2007 i cittadini di Veveri hanno protestato contro la costruzione di un elettrodotto che attraverserà questa zona della città di Novara. I lavori di delocalizzazione dell’elettrodotto erano stati richiesti a Terna dalla società che sta realizzando i lavori per l’Alta Velocità della linea ferroviaria Torino-Milano. La variante che era stata richiesta non rientrava nei lavori di sviluppo previsti da Terna e pertanto i costi dell’interramento sono di competenza del richiedente. Dopo la fase di concertazione, svolta dal richiedente con il Comune, si è raggiunto l’accordo per localizzare il tracciato del cavo interrato in un’altra area del comune. Terna realizzerà il collegamento, dopo aver ottenuto il Decreto Autorizzativo, secondo il nuovo progetto concordato tra il Comune e la Società per la TAV.
  • Caso Dolo-Camin. È in corso la fase concertativa con i Comuni e gli enti locali, la Regione Veneto ha espresso parere favorevole all’iter autorizzativo. I Comuni di Vigonovo e Saonara hanno richiesto l’interramento dell’elettrodotto nel tratto che attraversa i Comuni; Terna sta verificando la possibilità di affiancare l’elettrodotto a infrastrutture viarie esistenti e in corso di progettazione da parte della Regione. Al termine delle verifiche di fattibilità proseguirà con i due Comuni la fase concertativa per la proposta della soluzione alternativa che rappresenterebbe un caso virtuoso di corridoio infrastrutturale.
  • Caso Borgomanero. Nel 2008 (marzo) il Comune di Borgomanero ha presentato ricorso al Tar per il tracciato dell’elettrodotto. La contestazione riguarda il fatto che i tralicci previsti dalla realizzazione dell’opera taglierebbero tutta la collina alta della costa orientale del lago d’Orta. Il ricorso è stato respinto. La razionalizzazione della Val d’Ossola ha già ottenuto il relativo Decreto per la costruzione. Con il mese di agosto 2008 si apriranno i cantieri.
  • Caso Montalto Uffugo. Il 31 luglio 2007 si è svolta una conferenza stampa nel Comune di Montalto Uffugo per la presentazione della variante della linea a 380 kV(kilovolt=1,000 Volts) unit of measurement of voltage. “Rizziconi-Laino”, che Terna ha elaborato sulla base di un tracciato indicato dalla Provincia di Cosenza. Favorevoli alla soluzione i cittadini delle contrade interessate dal tracciato attuale, contrari i sindaci e i cittadini dei territori dove dovrà passare il nuovo tracciato. A dicembre 2007 è stata presentata domanda di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio della variante.

Black-out del 28 settembre 2003

Con la delibera n. 152/2004, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas aveva aperto un’istruttoria formale per l’eventuale adozione di provvedimenti prescrittivi e sanzionatori nei confronti dei soggetti a vario titolo interessati dal black-out che ha coinvolto l’intera Italia il 28 settembre 2003. A fronte di tale delibera, gran parte delle Società coinvolte – tra le quali Terna – si è avvalsa della facoltà del versamento della sanzione in misura ridotta (oblazione), facendo così chiudere il procedimento. Con delibera n. 151/2007 l’AEEG, riconoscendo l’avvenuto pagamento della sanzione in misura ridotta, ha dichiarato estinti i procedimenti sanzionatori.

Disservizi in Sicilia del giugno 2006

Il 26 giugno 2007 Terna ha attivato in Sicilia misure anti-black-out per evitare la perdita di controllo del sistema e scongiurare situazioni più critiche. I distributori di energia elettrica hanno così attuato distacchi programmati a rotazione sull’utenza diffusa; la misura si è resa necessaria a causa di una serie di fattori concomitanti: consumi molto elevati, incendi diffusi che hanno comportato il fuori servizio di alcune linee per consentire le operazioni di spegnimento, guasti e avarie. Proteste da parte di cittadini e imprese che hanno denunciato danni all’attività aziendale per l’interruzione di energia elettrica.

L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, con la delibera n. 155/2007, ha avviato un’istruttoria conoscitiva sui disservizi verificatisi in Sicilia nei giorni 25 e 26 giugno 2007.

Contenzioso in materia ambientale

Il contenzioso in materia ambientale è relativo all’installazione e all’esercizio di impianti elettrici, e in particolare agli effetti dei campi elettrici e magnetici.

La Capogruppo è infatti convenuta in diversi giudizi, civili e amministrativi, nei quali vengono richiesti lo spostamento o la modifica delle modalità di esercizio di linee elettriche sulla base della presunta dannosità delle stesse, anche se installati nel pieno rispetto della normativa vigente in materia. Soltanto in un numero molto limitato di casi sono state avanzate richieste di risarcimento dei danni alla salute per effetto dei campi elettromagnetici.

Sull’argomento è da rilevare che l’emanazione del DPCM 8 luglio 2003, di completamento della disciplina della Legge quadro 22 febbraio 2001 n. 36, che ha fissato in concreto i valori dei tre parametri (limiti di esposizione, valori di attenzione e obiettivi di qualità) previsti dalla legge e ai quali dovranno attenersi gli impianti elettrici, ha assunto un’incidenza favorevole sul contenzioso in corso, in quanto sino a ora la portata della Legge quadro era limitata ai soli princípi di carattere generale (Highlight:Campi elettrici e magnetici: i limiti di legge).

Sotto il profilo delle decisioni intervenute in materia, si evidenzia che nel corso del 2007 solo in sporadici casi sono state emanate pronunce sfavorevoli alla Società, peraltro impugnate, i cui relativi giudizi sono allo stato attuale ancora pendenti, mentre in nessun caso è stata accolta domanda di risarcimento danni alla salute. Si rimanda alle Tavole degli indicatori per informazioni quantitative sul contenzioso ambientale.

Sono pendenti inoltre alcune vertenze in materia urbanistica e ambientale, connesse con la costruzione e l’esercizio di alcune linee di trasmissione, il cui esito sfavorevole potrebbe generare effetti, peraltro a oggi non prevedibili e quindi non compresi in sede di determinazione del “Fondo contenzioso e rischi diversi”. Per un numero limitato di giudizi non si possono a oggi escludere in via assoluta esiti sfavorevoli le cui conseguenze potrebbero consistere, oltre che nell’eventuale risarcimento dei danni, nel sostenimento, tra l’altro, di oneri connessi alle modifiche delle linee e alla temporanea indisponibilità delle linee stesse. In ogni caso, l’eventuale esito sfavorevole non comprometterebbe l’esercizio delle linee.

L’esame dei sopraccitati contenziosi, tenuto anche conto delle indicazioni dei legali esterni, fa ritenere come remoti eventuali esiti negativi.

Altre informazioni

Per altre informazioni sulle disposizioni di legge e le delibere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas che hanno interessato Terna nel 2007 si rimanda alla Relazione Finanziaria Annuale di Terna.

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